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PINO MAGLIANO

Nota autobiografica

Pino Magliano è nato nel 1956 a Policastro, dove vive e lavora. Laureato in Filosofia, appassionato cultore del dialetto e delle tradizioni popolari di Policastro, ha curato la raccolta di proverbi locali I Vujarièddi (1997). 

È autore delle commedie inedite, in vernacolo policastrese, ‘U cundu d’’u nzuonnu Chiddu ca succidìu a donn’Andoniu Taccia (rappresentate rispettivamente nel 2009 e nel 2013 dalla locale compagnia teatrale Artistipercaso).   

 

Libri pubblicati con SCARENZ

È autore di

"Bell’amùri" (2012). 

“Tutt’ i Paschi jssir’e  bbinissiru” (2013)

I Vujarieddi (2016)

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I Vujarieddi

I Vujarieddi

€12.00

di Pino Magliano Codice ISBN 978-88941574-1-3 Dimensioni 14 x 21 pagine 168 Proverbi, sentenze e modi di dire del e nel dialetto del popolo di Santa Marina-Policastro Bussentino della provincia di Salerno. Puoi acquistarlo qui o telefonando al N.334 9981104

BELL’AMURI

BELL’AMURI

€10.00

Romanzo breve ISBN 978-88-906754-6-1 Dimensioni 13x20 – Pag.111 In una calda notte di luglio del 1948, in una casa di Policastro, si veglia il morto Ninicièddu, o ‘ufigliu d’’u previti, il figlio del prete, come pure lo chiamava la gente che ne riconosceva come padre il parroco del paese. Attraverso i ricordi di tre donne verranno raccontate le sue cocenti e dolorose delusioni d’amore, in un rito d’oralità corale caratterizzata dal dialetto che ne esalta espressività e realismo. Alla fine interverrà alla veglia anche il vecchio prete del paese. Sarà proprio lui, nell’ossessione dei suoi vizi e d’una concezione angusta e immobilista della realtà, a svelare la vera paternità di Ninicièddu, con una chiusa narrativa che suggella il senso d’abbandono che ha sempre segnato la vita dell’uomo.

Tutt’ i Paschi jssir’e bbinissiru

Tutt’ i Paschi jssir’e bbinissiru

€10.00

Commedia ISBN 978-88-906754-9-2 Pezzo teatrale in vernacolo Policastrese L’atto unico Tutt’i Paschi jssir’e bbinìssiru prende il titolo da un proverbio della tradizione popolare di Policastro: Tutt’i Paschi jssir’e bbinìssiru, sulu Pascabbufania nu’ bbinissi maj (Tutte le Pasque andassero e venissero, solo l’Epifania non venisse mai) a cui l’autore si è ispirato. Secondo la credenza popolare durante la notte della befana camìnan’i muorti (camminano i morti), ritornerebbero nei luoghi in cui vissero, e poiché questa rivisitazione crea loro struggente nostalgia, questa notte per loro non dovrebbe mai venire. Nella cornice suggestiva ed evocativa del racconto di uno spirito, un morto, la commedia rappresenta la vicenda di Maria e Giseppu alle prese con la befana dei loro tre figlioletti, verso la fine degli anni ’40, in una Policastro ancora segnata dalle ferite della guerra. Alla loro vicenda si intreccia quella di altri personaggi attraverso un dinamismo narrativo in cui si alternano momenti di vita drammatici comici e lirici. Il realismo magico della cornice accoglie senza contrasti l’umana realtà delle vicende narrate, ancor più esaltata dalla vivezza espressiva del dialetto.